Giorno della Memoria

 

27 gennaio 2006

"Due scuole, una sola Memoria"

Successo per Amaldi e Sraffa !

ORBASSANO –Gli istituti superiori Amaldi e Sraffa insieme per il giorno della Memoria.. Venerdì mattina gli alunni hanno commemorato il giorno dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz con letture e canti, che hanno rievocato quegli avvenimenti assurdi e dolorosi nell' auditorium dello Sraffa, intitolato al compianto Beppe Berruto, la cui attività proprio sulla memoria dei lager tanto lo

ha legato agli allievi delle due scuole superiori orbassanesi. I ragazzi hanno proposto al pubblico «un momento di riflessione sul significato della Memoria, da cui nessuna generazione, anche la più libera e distante dal periodo della barbarie nazista, può considerarsi esonerata».

Assenti per motivi di salute Marisa Scala e Giorgio Ferrero, importanti testimoni di quegli avvenimenti, che appena ristabiliti torneranno a lavorare con gli studenti delle due scuole ai progetti sulla Memoria.

Lo spettacolo è stato ripetuto due volte nella mattinata. In apertura, dopo un' introduzione della dirigente scolastica Chiara Bertani, l'intervento del sindaco Carlo Marroni, che ha ribadito la sua disponibilità a partecipare con i ragazzi ai viaggi e alle iniziative per la Memoria previsti dai due istituti. Presenti anche ìl preside dell' Amaldi,Paolo Nota, ed esponenti del Comitato Col del Lys, mentre le professoresse Fernanda De Giorni e Maria Odino sono salite sul palco per introdurre, rispettivamente, gli studenti dello Sraffa e dell' Arnaldi, che hanno presentato letture e canti.

A brani toccanti quali "Austhwitz" e "Lager" di Francesco Guccini, sono stati affiancati passi da "L'istruttoria" di Peter Weiss, versi di Berruto e lettere ai deportati. Queste ultime sono state scritte da alcuni alunni della quinta H del liceo Amaldi e indirizzate a Giorgio Ferrero, che lo scorso anno, insieme con il preside Paolo Nota e il sindaco Marroni, li ha accompagnati nella visita ad Auschwitz. Idealmente, tali lettere sono però rivolte «a tutti i reduci che con una significativa testimonianza hanno voluto condividere il loro vissuto con noi ragazzi, affinché non dimenticassimo e, in un 'ideale staffetta, consegnassimo questi ricordi a chi verrà dopo di noi». Alcuni allievi dello Sraffa hanno inoltre presentato il Progetto Birnau, in corso nel loro istituto.

Le professoresse Benazzo,  Di Giorgi e Mollo hanno coordinato i ragazzi dello Sraffa: Debora Acito, Ivan Alessio, Marco Ardis, Romina Bosso, Chiara Dattilo, Elisa Lamanna, Laura Passerella e Barbara Ramassotto. Per l'Amaldi invece c'erano la professoressa Maria Odino, che ha su- pervisionato gli studenti Andrea Brosio, Andrea Giangualano, Monica De Benedetto, Elisa Tamboia e Domenico Zappavigna. Luca Amilicia ha effettuato le riprese per l' Amaldi. Lo spettaco lo sarà replicato venerdì sera a Piossasco nell' ex chiesa del Carmine, essendo stato sospeso a causa delle nevicate l'appuntamento previsto per lo scorso 27 gennaio.Maria Vittoria Garavelli                                                                   

tratto da Luna Nuova N° 7 del 31 Gennaio 2006

 

 

                                                       Volantino per lo spettacolo                                                                                 presso il Comune di Piossasco     

 

                                                                                                                                

 

 

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27/01/2005  h:11.15  INCONTRO CON IL  SIG.  FERRERO, DEPORTATO A MAUTHAUSEN

E' di fronte agli atti terribili compiuti dall'aberrazione a cui può giungere la mente umana che ci riuniamo, in questa giornata, circondati da un'atmosfera di solidarietà. Grazie alla lezione sulla memoria storica del signor  Ferrero abbiamo ricordato gli eventi atroci che hanno caratterizzato gli anni della nostra storia, dal 1939 al 1945.Sessant'anni fa le leggi razziali del nazi-fascismo, che aprirono le porte ad un  inferno dal quale è impossibile fare ritorno, furono una vergogna per la storia dell'umanità. Il giorno della memoria ricorda la liberazione dei prigionieri dal campo di Auschwitz e Birkenau. Questi campi di sterminio furono istituiti per attuare la "soluzione finale" che ebbe come scopo l'annientamento delle razze considerate "inferiori", come gli ebrei, innocenti vittime di un massacro disumano. Il più ampio fu quello di Auschwitz, realizzato da una struttura già esistente destinata all'esercito polacco; la sua costruzione fu iniziata nel 1941 per opera di polacchi e russi e raggiunse un'estensione di 40 km quadrati. Era costituito da 28 caserme tutte uguali, un campo per le SS, oltre 400 baracche costruite per l'alloggio dei prigionieri, altre 25 adibite all'uso di magazzino per i vestiti e gli effetti personali degli internati e un ospedale. i campi di sterminio venivano catalogati per categorie: Auschwitz, che apparteneva alla seconda, era suddiviso in due parti: il campo di smistamento, comando principale, e Birkenau, campo di eliminazione nel quale perirono circa 4 milioni di persone. Le condizioni in cui vivevano i prigionieri erano terribili: soggetti a torture, umiliazioni, fame, sete e malattie; subivano delle selezioni: donne, vecchi, bambini e disabili venivano condotti direttamente nelle camere a gas; gli altri erano costretti ai lavori forzati. I bambini erano sottoposti a smistamenti, nei quali, coloro che non riuscivano a raggiungere col capo una bacchetta posta ad un metro di altezza, venivano immediatamente sterminati; molti si alzavano in punta di piedi per poter vivere....  Chi era costretto ad affrontare la camera a gas, lo faceva con sorriso ironico, poichè per molti quella rappresentava la "cessazione di una tortura inimmaginabile".  Qui venivano sterminate 2000 persone per volta di ambo i sessi, compresi i bambini, i cui corpi privi di vita, erano in seguito bruciati nei forni crematori. Sono state organizzate molte fughe e ribellioni, che spesso erano punite con rappresaglie; questi tentativi di evasione comportavano atrocità all'interno del campo: tanti venivano uccisi quanti ne scappavano. Queste azioni conducevano persino all'odio e al disprezzo tra gli stessi detenuti: era diventata una lotta di tutti contro tutti.

Troppo grande è la ferita al corso della storia, troppo drammatica la violazione dei diritti umani. Gemelli di tutte le nazionalità venivano studiati, usati come cavie umane in atroci esperimenti al fine di trovare sistemi volti al perfezionamento e all'aumento della razza ariana. E' difficile comprendere il significato profondo delle testimonianze, la deportazione rappresentava un trauma tatuato nella memoria che ledeva la libertà e la vita stessa degli individui. Coloro che subivano tali torture, nella maggior parte dei casi,  non riuscivano più ad inserirsi nella vita quotidiana.

"Io vorrei dimenticare, ma ho un dovere da compiere.... Ho fatto un giuramento: se fossi sopravvissuto sarei stato obbligato a testimoniare questi eventi alle giovani generazioni". Tale è stata la conclusione della conferenza tenuta dal signor Ferrero.

Ormai è trascorso più di mezzo secolo, ma le piaghe e i ricordi di questi orrori non potranno mai essere cancellati dalle nostre menti; tramandare il ricordo è fondamentale per non ripetere gli errori del passato.

Eleonora Alessi.5 L

con la collaborazione di : Manuela Moi, Serena Coppo, Annalisa Troiano, Luca Nicolotti, Elisa Peirone.

IL GIORNO 15 FEBBRAIO IL SIG.FERRERO HA TENUTO UN' ULTERIORE CONFERENZA SU MAUTHAUSEN.